Eluana e il problema di metodo

Al di là del problema di merito tanto dibattuto, la vicenda di Eluana ci ha insegnato che bisogna riflettere sul problema di metodo. Dal punto di vista politico, infatti, è evidente che i problemi etici non possono essere equiparati ad altri, quali quelli di tipo economico , sociale, di sicurezza, ma devono avere un trattamento specifico. Le convinzioni etiche si maturano negli anni e nel chiuso della propria coscienza , lontano dal clamore dei dibattiti e delle assemblee; ognuno matura in silenzio le proprie convinzioni e non deve pretendere di costruire un consenso , come avviene invece per problemi politici di altro tipo. Il modo perciò per uscire dall’empasse prodotta dal caso di Eluana non è quello di fare una legge , cosa questa abbastanza scontata, quanto individuare bene le modalità con cui questa legge viene costruita ed approvata. Siccome su queste problematiche esistono nei politici e nel paese due modi diversi di vedere il problema, la proposta potrebbe essere di sottoporre al parlamento insieme due testi che rispondano a queste diverse convinzioni e richiedere l’approvazione di uno dei due , magari a camere riunite e con voto rigorosamente segreto . Seguendo, invece, la prassi corrente , accade che le commissioni, dopo infiniti incontri e dibattiti, vareranno faticosamente un testo, le camere lo emenderanno con innumerevoli andirivieni tra camera e senato, e, ammesso che uscirà fuori una legge, sarà alla fine o approvata dalla sola maggioranza oppure la brutta copia di quella di partenza . Il minimo che succederà è che essa prevederà tanti distinguo , tanti ”se“e tanti “ma”, che risulterà di difficile applicazione, come nella migliore tradizione.